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Living Planet Report 2008
Inserito il 29 ottobre 2008 alle 13:44:00 da redazionekayenna. IT - AMBIENTE, SALUTE e SOCIETA'
Indirizzo sito : Wwf


Living Planet Report 2008

Presentato, oggi, dal WWF International e WWF Italia il Living Planet Report, il documento che stima il consumo umano rispetto alle risorse della terra e alla capacità di quest'ultima di rigenerarle. Dal documento emerge che nel 2030 occorrerà un'altra terra per poter sopportare il consumo umano attuale.

Ancora una volta le notizie non sono buone, consumiamo troppo e male e non consentiamo alla terra di recuperare le forze e integrare le riserve. Lo facciamo in ogni settore, consumiamo l'aria, l'acqua, la terra. Quest'ultima poi diventa infertile a causa dell'eccessivo sfruttamento e dell'utilizzo massiccio di diserbanti e pesticidi. Consumiamo molto pesce, anche in questo caso male perché non consentiamo alle riserve ittiche di rigenerarsi.
Mediamente c'è un consumo di risorse superiore al 30% di quelle che la terra è in grado di rigenere nell'arco di un anno: semplificando entro il mese di agosto di ogni anno abbiamo già consumato tutto le riserve disponibili.
Per spiegare al meglio questo consumo irragionevole il WWF ha creato il concetto di "impronta ecologica" che misura la domanda dell'umanità in termini di superficie di terra e mare produttive dal punto di vista biologico, necessarie alla produzione delle risorse che le persone utlizzano e all'assorbimento dei materiali di rifiuti che generano.
L'impronta si misura in ettari di terreno pro capite.

Come indicato nel rapporto, che fa riferimento a dati del 2005, l'Italia aveva un consumo pro capite medio (impronta ecologica) di circa 5 ettari di terreno, di cui più del 60% era necessario ad assorbire l'emissione di gas di serra.
In questa classifica l'Italia era ventiquattresima, al primo posto si trovavano gli Emirati Arabi con 9 ettari e mezzo pro capite, seguiti a ruota dagli Stati Uniti con 9,4 pro capite.

Sempre nel 2005 la terra poteva sostenere un consumo pro capite pari a 2,1 ettari pro capite rispetto ad un consumo mondiale medio di 2,7. Consumo medio dovuto all'enorme differenza tra gli Emirati Arabi e gli stati con bassi se non bassissimi livelli di consumo, pari allo 0,5 pro capite.
Il superamento del livello di guardia si è avuto nel corso degli anni Ottanta quando per la prima volta la terra si è trovata in difficoltà.


Per chi vuole leggere il documento integrale cliccare qui sotto:
http://www.wwf.it/client/ricerca.aspx?root=18412&content=1


beatrice benocci

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