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Rifiuti in Campania : l'anomalia Salerno
Inserito il 11 gennaio 2008 alle 20:45:00 da redazionekayenna. IT - AMBIENTE, SALUTE e SOCIETA'

Rifiuti in Campania : l'anomalia Salerno

Sollecitati dalla quick chat – intervento di pl81gd29 - torniamo a parlare delle diverse realtà campane in tema di rifiuti (vedi sezione inchieste per gli approfondimenti realizzati nei mesi scorsi) e nello specifico della “anomalia” Salerno. L’unica città capoluogo, insieme alla grande provincia salernitana, che sembra non risentire della grave emergenza rifiuti: non ci sono rifiuti per strada, né roghi, né manifestazioni.
La ricetta di Salerno: ottimizzazione e impianti.

All’indomani della grave emergenza del 2001 che vide tutta la Campania in ginocchio con roghi ovunque, come avviene oggi nel napoletano e nel casertano, la città di Salerno ha intrapreso un cammino, per lo più solitario, volto ad affrontare il pericolo di una possibile nuova emergenza dei rifiuti senza penalizzare i cittadini.
A partire dal 2006, in particolare in occasione di questa emergenza, la città ha potuto fare affidamento su due isole ecologiche e quattro impianti di trasferenza.
Nel futuro ormai prossimo vi sono un impianto di compostaggio (frazione umida del rifiuto) per la produzione di biogas e compost di qualità, il potenziamento della raccolta differenziata (con un servizio di porta a porta) e un termovalorizzatore.
Ma al di là degli impianti, come sottolinea con forza l’amministrazione salernitana, ciò che ha realmente consentito di affrontare con tranquillità l’emergenza attuale è un’attenta riorganizzazione del servizio di spazzamento e raccolta dei rifiuti, nonché una costante azione di repressione del fenomeno dell’abbandono dei rifiuti ingombranti e dei residui alimentari. Una sorta di ottimizzazione quotidiana che consente alla città di non ricadere in emergenza.
Nel 2006, in collaborazione con il Commissario Bertolaso, la città di Salerno aveva chiesto al governo la possibilità di realizzare un termovalorizzatore di piccole dimensioni. Oggi è il governo stesso ha conferire i poteri commissariali al Sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, per la realizzazione di un impianto di termovalorizzazione della capacità di 500.000 tonnellate annue di rifiuti.
Quello di Salerno, insieme al termovalorizzatore di Acerra e a quello di Santa Maria La Fossa (Caserta), in uno con la realizzazione di una vera e propria raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, dovrebbero in futuro liberare definitivamente la Campania dalla quotidiana e drammatica emergenza rifiuti.

In realtà chi scrive ritiene che solo una prepotente continua ed efficace raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani possa liberare questa regione dall'emergenza e da future problematiche legate all'incenerimento dei rifiuti. Il pericolo esistente in Campania - del resto questi anni lo hanno ampiamente dimostrato - è che in futuro in assenza di una raccolta differenziata estesa a tutto il territorio i termovalorizzatori possano essere utilizzati per l'eliminazione del rifiuto tal quale con conseguente penalizzazione - in termini di inquinamento dell'aria - delle popolazioni residenti nei pressi dei termovalorizzatori stessi.
E' chiaro che in questa fase, a seguito di quattordici anni di cattiva amministrazione in tema di rifiuti solidi urbani, non si possa far altro che congratularsi con quelle realtà che accettano, di buon grado e responsabilmente, di intervenire in aiuto di un'intera popolazione ad oggi "incapace", o ritenuta tale dai suoi amministratori, di adottare misure di smaltimento dei rifiuti utilizzate in tutta Europa. Del resto nessuno dimentica come, negli anni passati, specialmente nei territori napoletani, casertani e avellinesi, sia amministratori locali, sia commissari abbiano preferito all'avvio della raccolta differenziata, megadiscariche, treni carichi di rifiuti diretti in Germania, rifiuti abbandonati in mezzo alla strada.

Un’emergenza quella campana che ormai ha raggiunto costi elevati non solo in termini di smaltimento dei rifiuti, di inquinamento dell’aria e di disperazione sociale, ma anche e soprattutto di immagine degradata del nostro paese a livello internazionale; un’immagine così compromessa da far temere crolli sia nel settore delle esportazioni agroalimentari sia nel comparto dell’incoming turistico.

beatrice benocci


Nella stessa sezione:
- Pianura dove finisce la società civile. Porta a Porta
di Bruno Vespa entra in discarica
http://www.kayenna.it/webtv/news.asp?id=474

- Rifiuti in Campania: anomalia Salerno
http://www.kayenna.it/webtv/news.asp?id=472

- Ormai in Campania i rifiuti si misurano a piani:
procedura di infrazione da parte della UE
http://www.kayenna.it/webtv/news.asp?id=464

- biùtiful cauntri, un documentario shock sul dramma dei rifiuti in Campania:
http://www.kayenna.it/webtv/news.asp?id=475


per approfondimenti sul tema rifiuti in Campania vedi sezione inchieste

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