Logo Master Stage
  Notizie     
 
             
 
Visitatori
Visitatori Correnti : 73
Membri : 0

Per visualizzare la lista degli utenti collegati alla community, devi essere un utente registrato.
Iscriviti

Partner


Preferiti

Versioni

Log in
Login
Password
Memorizza i tuoi dati:

 
Giornata no per l’alimentazione: nuovo allarme per la salute
Inserito il 28 maggio 2007 alle 23:35:00 da redazionekayenna. IT - SALUTE

Giornata no per l’alimentazione

Capita a volte che le giornate non vadano nel verso giusto. E oggi è una di quelle. Una giornata in cui scienziati ed esperti hanno deciso di svelare al grande pubblico e non solo agli addetti ai lavori delle verità scomode: le bevande gassate non fanno solo ingrassare, fanno male al nostro organismo e la pellicola per alimenti, che tutti noi abbiamo in casa, rilascia microparticelle dannose alla salute.
Andiamo con ordine.


Da uno studio britannico pubblicato dall’Indipendent e riportato oggi dal Corriere della Sera, condotto dal professore Peter Piper della Sheffield University, apprendiamo che le bibite gasate possono essere responsabili di gravi danni alla cellule del nostro organismo. Responsabile di queste degenerazioni dell’organismo umano è il sodio benzoato (E 211), un conservante, che potrebbe portare alla cirrosi epatica o a malattie degenerative come il morbo di Parkinson. Questo conservante, autorizzato dalle autorità, viene utilizzato da decenni dall’industria produttrice delle bibite gasate. Tecnicamente questo conservante, una volta “ingerito” dalle nostre cellule ne danneggia i mitocondri, sino a inibirne le funzioni, causando un malfunzionamento delle stesse con conseguenze gravi, quali i disturbi del sistema neurovegetativo e quelli dell’invecchiamento. In definitiva, in attesa dei risultati delle indagini avviate dalla britannica Food Standars Agency, occorrerà non ridurre le quantità di bevande gasate, bensì sospenderne l’assunzione.

A questa notizia, oggi, se ne è aggiunta un’altra: la pellicola per alimenti è dannosa poiché rilascia particelle agli alimenti in essa conservati. La notizia è di oggi, ma già nel 1999 la rivista italiana Altro Consumo (www.altroconsumo.it) aveva lanciato l’allarme e si era preoccupata di procedere ad un test comparativo sulla affidabilità degli involucri venduti per la conservazione casalinga degli alimenti (pellicole, plastiche e rotoli di alluminio). Da questo test emergeva che alcune pellicole in PVC messe a contatto con materie grasse o semi grasse presentavano una “migrazione globale” di ftalati superiore a quella stabilita alla direttiva 90/128/CEE (recepita in Italia dal DM 220 del 26/4/1993).

Perché succedeva questo nel 1999? Perché veniva usato per la pellicola alimentare il PVC. Come abbiamo ormai imparato nel fare quotidianamente la raccolta differenziata i flaconi in plastica PVC non si usano per gli alimenti né tantomeno si possono riciclare per produrre altri flaconi.

Nel 2001, Altro Consumo si è posto il problema di verificare, questa volta nei supermercati, come venisse utilizzata la pellicola per alimenti e se soprattutto fosse stata bandito l’utilizzo delle pellicole in PVC. Ancora una volta l’indagine dimostrava che su 26 confezioni di formaggio acquistate in diversi punti vendita “banco”, 24 erano avvolte in pellicole in PVC. Queste pellicole pur non presentando ftalati, in sostituzione di questi ultimi, presentavano due additivi, il DOA e l’ATC. Anche in questi casi la migrazione di queste sostanze negli alimenti era elevata. Nel caso del primo additivo, DOA, si trattava di una pellicola non destinata ad avvolgere alimenti tipo il formaggio, bensì frutta e verdura; nel secondo caso non esisteva una documentazione scientifica sulla tossicità della sostanza né tantomeno una indicazione di limiti di ingerimento o tollerabilità dell’alimento.

Ora parlare di ftalati non fa mai piacere. Da recenti studi sembra (usiamo il condizionale perché siamo ancora in attesa – come sempre – dei tests scientifici e definitivi) che siano alla base dell’insorgere dell’endometriosi, una malattia ormai sempre più frequente. In generali, gli ftalati vengono usati in una vasta gamma di formulazioni in PVC. Senza questi ftalati la plastica non sarebbe flessibile e morbida. E quindi si trovano in moltissimi prodotti, dai dispositivi medicali ai giocattoli, dai cosmetici ai profumi, dai pavimenti alle tappezzerie lavabili, dai detergenti ai fili isolanti, dalle tende per la doccia alle bottiglie di acqua minerale, dalle borse alle parti interne di automobili, dalle colle ai deodoranti ambientali, ai tessuti. Si possono ingerire, inalare poiché sono semivolatili. Si conta che dispersi nell’ambiente vi siano più ftalati che pesticidi.

Anche in questo caso, come nel primo, il comportamento da adottare è quello di leggere l’etichetta e nel dubbio, meglio evitare e tornare a chiudere gli alimenti da conservare nel caro vecchio vetro.

beatrice benocci

Torna indietro

Commenti
1 Commento
Inserito il 30 maggio 2007 alle 22:42:23 da webtizy.  0/5
 
Stiamo davvero in un mondo ke fa schifo all'ennesima potenza io non so di questo passo dove andremo a finire c'è inquinamento dappertutto non se ne può più già la vita ha i suoi problemi poi si aggiunge il consumismo e la strafottenza delle industrie per arricchirsi sulla salute della gente vi sembra giusto ne va della NOSTRA VITA........GENTE SVEGLIAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!
(ky) (ky) (kay) (kay) ):( ):( ):( ):(

 
Club Kayenna
 
Utenti: 1132
Ultimo iscritto : s63dau095
Lista iscritti


Quick Chat

Partner

Partner

Eventi
<
Dicembre
>
L M M G V S D
-- -- -- -- -- -- 01
02 03 04 05 06 07 08
09 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31 -- -- -- -- --


 
 © Kayenna schegge metropolitane aut.trib.sa. N°981 24/04/1997 dir. M.Guarini 
Based on Asp Nuke project