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“Signori, si muore”,la storia di un nonno che da un po' di tempo non c'è più.
Inserito il 30 gennaio 2007 alle 13:01:00 da kayenna. IT - TEATRO
Indirizzo sito : Lecosechesodime


Non capita di frequente di leggere poche parole, la recensione di uno spettacolo teatrale ed esserne così incuriositi, quasi affascinanti; l'autore dello spettacolo è Emiliano Cribari un fiorentino del 1977, poeta, scrittore, fotogiornalista, regista... uno che fà della comunicazione il suo pane quotidiano.
Signori, si muore" è il suo ultimo spettacolo teatrale, in scena in questi giorni a Parma e il 10 e l'11 febbraio a Caserta presso il Teatro CTS, uno spettacolo teatrale da vedere e di cui vi mostreremo presto alcune immagini.
Lasciamo ora parlare Emiliano che ci racconta il suo lavoro... (una produzione indipendente...come piace a noi di Kayenna)...continua

“Signori, si muore” è la storia di un nonno che da un po' di tempo non c'è più.
Il racconto - fra poesia e ironia, presente e passato - dell'ultimo viaggio di un uomo, del suo primo viaggio verso qualcosa che... forse c'è, forse non c'è.
“Signori, si muore” è una favola agrodolce che parla di ciò che finisce, e poi di cosa resta.
Un monologo sociale, politico, “off”: ché per essere tale, a un monologo non servono necessariamente storie di malati, di guerre, e di parole incomprensibili.
Basta far parlare onestamente un nonno, a volte, per far crollare un sistema.
“Signori, si muore” spalanca le porte almeno a una domanda: siamo così sicuri, che “i giovani”
siano tanto lontani dal pensiero della morte?



Note di regia
“Signori, si muore” è, teatralmente, l’opera alla quale sono più legato.
Quella più matura, forse, quella insomma alla quale mi piace pensare quando mi interrogo severamente sull'utilità del mio viaggio.
Utilità per me e utilità per gli altri.
Mi ossessiona, pensare di non essere utile a nessuno.
Mi sembra di non lavorare, ecco.
Mi vorrei sentire... l'idraulico di una sera sul divano, il muratore di una sera a teatro.
In passato, tutto questo non l'ho fatto, non l'ho detto, e ho creato solo per il gusto di creare.
E questo è delittuoso, da galera, per un artista.
“Signori si muore” nasce quindi dalle macerie degli errori compiuti e di questa folle, furibonda smania, di voler crescere a tutti i costi.
In fretta.
Ho preso allora il mio cinema - quello fatto fino a oggi - l'ho sminuzzato, macerato, odiato, rinnegato:
ho salvato di un film un'inquadratura, di un altro una battuta, e d'un altro ancora boh, qualcos'altro.
E sono andato avanti.
Piantando, col pianto, nuovi sorrisi, nel giardino dei racconti da raccontare.
Ho rivissuto i due anni di turné con Erika Renai, e mi son chiesto che cos'è che non le calzasse bene, cos'è che non le piacesse, dov'è che lei sa essere perfetta.
Ho studiato, visto, ho setacciato il mio modello, Francesco Nuti.
E finalmente, lasciando le valigie sull'armadio e ancorandomi allo specchio della mia coscienza, ho parlato con me stesso e con il pubblico.
Mi son chiesto - e gli ho chiesto - di che cosa fossimo tutti alla ricerca.
Mi son chiesto perché non esiste più un pubblico che va teatro, e perché gli artisti quando non sanno cosa dire scrivono opere difficili, invece che cambiare mestiere o farsi un viaggio nella propria memoria, o magari perché no, nella cantina del proprio nonno.
Ho pensato a come suscitare un'emozione forte, a come far ridere in maniera sorda, come piace a me.
E nel fare tutto questo, non ho calcolato nulla: ho semplicemente usato le parole più semplici che avevo in tasca per raccontare la storia più semplice e più vera, la più universale, che avessi fra le mani.
“Signori, si muore” è teatro di narrazione puro, senza fronzoli, alibi, scenografie, luci.
Ho attinto alla mia musa - la parola - e l'ho usata facendola vibrare sulle corde più “normali”
che avessi a disposizione: quelle del ricordo.
E anche se il viaggio è ancora lungo, senza fine, anche se gli errori saranno ancora molti, questo “Signori, si muore” segna un punto cruciale del mio percorso: il percorso che dall'ultimo monologo del mio film “Via Varsavia” mi porterà, spero, a raccontare a tutti, meglio, questa minuscola, insignificante cosa che è la vita.
La mia.
Che dura un'ora.
Proprio come “Signori, si muore”.

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Commenti
3 Commenti
Inserito il 06 febbraio 2007 alle 11:53:56 da Anonimo.  0/5
 
CASTING

- Per il nuovo cortometraggio di Emiliano Cribari, intitolato "23",
le cui riprese sono previste per il mese di marzo 2007, si ricercano alcuni ruoli femminili: inviare fotografie e curriculum all'indirizzo di posta elettronica: film@lecosechesodime.com.
Inserito il 06 febbraio 2007 alle 11:55:14 da Anonimo.  0/5
 
APPUNTAMENTI

- Il cortometraggio "La pillola del figlio dopo" è finalista alla nona edizione di O' Curt - Rassegna del cortometraggio, che si svolgerà a Napoli dal 7 al 10 febbraio. La proiezione del cortometraggio avverrà giovedi 9 febbraio a partire dalle ore 16.30.

- Sabato 10 e domenica 11 febbraio, a partire dalle ore 21, presso il Teatro CTS di Caserta, va in scena "Signori, si muore", con Erika
Renai. Musiche originali: Giuditta Levi Tomarchio. Testo e regia:
Emiliano Cribari.

- L'uscita del DVD del film "Via Varsavia" (versione vendita) è prevista per martedi 13 marzo. L'uscita della versione noleggio è invece prevista per giovedi 22 febbraio.

- Giovedi 10 maggio, a partire dalle ore 21, presso l'Unione Operaia di Colonnata, Le cose che so di me - Produzione indipendente presenta, in prima nazionale, "23", il nuovo cortometraggio di
Emiliano Cribari, le cui riprese sono previste per il mese di marzo 2007. La serata sarà curata da Daniele Cribari.

- Il film "30 anni quasi 21" è in fase di post produzione.
Inserito il 07 febbraio 2007 alle 19:49:08 da Anonimo.  0/5
 
purtroppo noi giovani non siamo così lontani dal pensiero della morte perchè purtroppo una mia cara amica non c'è più da pochissimo tempo e già ne sento la mancanza,anche se l'ho conosciuta quando avevo 28 anni non ho avuto il tempo di conoscerla bene ma quel poco che so è che era una persona sincera,comprensiva,buona,disponibile a parlare con te per rincuorarti nei momenti meno felici,se tu ne avevi bisogno,e lei dal canto suo è sempre stata una persona discreta riservata;a volte il pensiero della morte si può affacciare nella mente di noi giovani anche quando un tuo parente caro non c'è più e vorresti incontrarlo perchè ne senti la mancanza e vorresti sapere come sta se è felice nel posto in cui si trova,e ti poni la domanda del perchè si nasce e durante la tua vita devi affrontare la scomparsa di persone a te vicinissime,cari amici,ti viene da dire PERCHE' STO AQUESTO MONDO SE DEVO SOFFRIRE COSI' TANTO,lo so sono domande a dir poco assurde, ma quando si ha un dolore e una mancanza che non finirà fino a quando vivi queste domande non so se sono un'atea e miscredente,ma ti vengono spontanee perchè ogni volta ci sono ricordi belli che hai condiviso e te le ricorderai x tutta la tua vita,e solo quando arriverà "quel giorno" potrai finalmente riabbracciare quelle persone che hai tanto amato e che non gliel'hai potuto dire non perchè non volevi ma perchè per una serie di circostanze varie te l'hanno impedito.

 
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