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RIFIUTI IN CAMPANIA : Intervento della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul ciclo dei rifiuti
Inserito il 26 giugno 2007 alle 19:18:02 da redazionekayenna.

RIFIUTI IN CAMPANIA : Intervento della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul ciclo dei rifiuti

Approvata in data 13 giugno 2007 la Relazione Territoriale Stralcio sulla Campania da parte della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse.

La relazione delinea il quadro attuale dell’emergenza rifiuti in Campania, con particolare riferimento all’allarme per l’ordine pubblico e le infiltrazioni della criminalità organizzata, corredata da un’analisi sullo stato dell’impiantistica, del ciclo integrato dei rifiuti e delle risorse necessarie al suo superamento. Qui di seguito proponiamo una sintesi di alcuni punti. In allegato il documento completo.



Le soluzioni nell’immediato e nel lungo periodo

Nell’immediato e in assenza di impianti di gestione e di trattamento finali del rifiuto, sottolineano i redattori del testo, non esiste altra soluzione per la Campania che l’individuazione di discariche sul territorio regionale. All’utilizzo delle discariche dovrà far seguito un’efficace promozione della raccolta differenziata del rifiuto solido urbano. Una promozione e un’azione che tenga conto del cittadino, attraverso forme di premialità rivolte a singoli utenti in modo da rendere possibile il passaggio da tassa per superficie a tariffa a peso.

Cosa fare delle cosiddette Ecoballe

Uno degli aspetti critici della gestione dei rifiuti solidi urbani in Campania, sottolineano i redattori del testo, è rappresentato dallo smaltimento del materiale accumulato sotto forma di ecoballe in diversi siti di stoccaggio sul territorio campano. Tale materiale, che avrebbe dovuto essere CDR, ovvero Combustibile Derivato da Rifiuto da inviare a termovalorizzazione, non può considerarsi tale (a norma del DM 5 febbraio 1998) poiché ha un potere calorifico troppo basso e/o un contenuto di umidità troppo elevato. Quindi l’unica soluzione percorribile è quella di inviarlo a discarica tout court. Del resto, questa è la considerazione della Commissione, si tratta di un rifiuto stabilizzato, quindi con una bassa percentuale di percolato (liquido prodotto dalla macerazione dei rifiuti).
Dall’altro lato, però, ricordano sempre gli autori della relazione, data la mole delle ecoballe fino ad oggi prodotte, si rende necessario disporre di discariche molto capienti. La soluzione potrebbe essere quella di utilizzare per lo stoccaggio definitivo di queste ecoballe le cave sequestrate dalla magistratura alle organizzazioni camorristiche.
E’ opportuno ricordare che il motivo per il quale queste ecoballe non possono essere utilizzate per la termovalorizzazione risiede nella inadeguatezza degli impianti di produzione di CDR, che in Campania non sono in grado di produrre Combustibile derivato da rifiuto a norma del decreto ministeriale 5 febbraio 1998.

Le risorse

Gli estensori del documento stigmatizzano che, attualmente, la spesa corrente del settore si è attestata intorno ai 780 milioni di euro l’anno (valore medio). Non solo occorre una sua razionalizzazione e un suo contenimento, ma occorre individuare sin da subito risorse finanziarie in grado di consentire la bonifica e il recupero dei siti contaminati. Tra le ipotesi delineate, quella di utilizzare le risorse finanziarie provenienti dal bilancio europeo per il fondo di sviluppo regionale (FESR) e destinate alla Campania per la politica regionale aggiuntiva. Si tratta di risorse cospicue; segnatamente, circa 3,4 miliardi di euro, a cui si aggiungono le risorse nazionali di cofinanziamento e quelle provenienti dal Fondo Aree Sottoutilizzate, per un valore totale di circa 12 miliardi di euro.

Chi gestirà il sistema dei rifiuti in Campania?

Chiara è l’indicazione sul chi e sul come verrà gestito il sistema rifiuti in Campania, all’indomani della fine dell’emergenza rifiuti e della gestione commissiariale, prevista per il 31 dicembre 2007. L’imperativo del documento è semplificare l’attuale quadro istituzionale e gestionale, anche mediante l’eliminazione di enti di intermediazione burocratica, attribuendo alle Province (secondo il decreto-legge n. 61 del 2007) un ruolo decisionale più accentuato, anche nella prospettiva di stimolare il meccanismo di fuoriuscita – per aree territoriali – dall’emergenza.

vedi il documento integrale:
http://www.kayenna.it/webtv/public/upload/Relazione-Stralcio-Commissione-%20Parlamentare-%20sui-rifiuti.pdf

beatrice benocci

 
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